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Andrea Palladio e uno stile architettonico trasmissibile
Palladio è probabilmente il più influente e il più conosciuto tra gli architetti che siano vissuti prima del secolo che sta per finire. La sua fama e la sua reputazione sopravvissero al Barocco, al gusto neo-gotico, alle invettive che Ruskin gli rivolse, e al movimento moderno, che nella sua fase ultima si riconciliò pienamente, grazie agli scritti di Rudolf Wittkower e Colin Rowe, con l'architetto delle ville razionali ed armoniosamente proporzionate. La citazione eclettica e spesso pedestre degli elementi del linguaggio di Palladio, come la loggia di villa Poiana, ha mantenuto il suo nome familiare e viva la fama del suo libro. Ma allo stesso tempo ha aiutato gli osservatori più attenti a capire la differenza del sistema architettonico di Palladio, in cui struttura ed ornamento, forma e funzione sono perfettamente integrati, dal gesto del pasticcere che aggiunge un'altra decorazione alla sua torta. La reputazione di Palladio, bersaglio della critica od oggetto di elogio, ha subito varie trasformazioni e distorsioni: è stato visto come fonte di regole infallibili e buon gusto, oppure considerato nemico dell'architettura moralmente virtuosa (moderna o neo-gotica che fosse). Nella presente mostra viene illustrato e analizzato un ampio periodo dell'attenzione dedicata all'architetto ed al suo libro. La sezione strettamente dedicata a Palladio cerca invece di avvicinarci alla sua figura in modo da indicare anche le divergenze da coloro che, in date più tarde e in altri luoghi, si sono serviti delle sue idee e composizioni come punto di partenza per disegni che spesso dovevano incontrare esigenze diverse o impiegare materiali differenti da quelli con cui Palladio aveva familiarità. Chi era Palladio? Quali erano le sue idee sull'architettura, e come vi giunse? Quale il carattere del suo contributo allo sviluppo della cultura e delle forme architettoniche? Egli si differenzia dagli altri grandi architetti italiani ed europei del suo tempo? li supera? Sono queste le domande che spesso ritornano nella sterminata letteratura sull'architetto vicentino; ed io qui voglio soltanto abbozzare delle risposte possibili, come prefazione ad una mostra che concerne principalmente ciò che fecero, con i disegni e le idee di Palladio, gli architetti ed i mecenati del Nord Europa.
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